Cybersecurity: le aziende italiane all’esame di maturità

Anche in Italia, l’escalation degli investimenti in cybersecurity è sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori: secondo le stime di Assinform/NetConsulting Cube, il tasso annuo di crescita dello spending delle aziende nel biennio 2016-2017 ha superato regolarmente l’11%, e per quest’anno le previsioni sfiorano il +12%. Con l’entrata in vigore della GDPR nel prossimo maggio, il ritmo della grande corsa alla sicurezza delle imprese italiane sta ulteriormente aumentando. Ed è molto probabile che non andrà rallentando neppure nella seconda parte dell’anno, perché il futuro è denso di minacce tutt’altro che prevedibili.

Per garantirsi un’efficace prevenzione degli attacchi e una tutela sicura da ransomware e phishing non è detto, però, che sia sufficiente aumentare il budget. Dove e come investire in modo costruttivo? Con quali obiettivi concreti? E con quale certezza di risultati?

Per avere un quadro più completo dello stato dell’arte e dell’orientamento generale delle grandi aziende italiane in materia di sicurezza informatica, la società di consulenza NetConsulting Cube ha presentato a fine 2017 il primo Barometro Cybersecurity 4.0, condotto su un panel molto qualificato di 50 tra le imprese top nei settori delle Telecomunicazioni, dell’Energy/utilities, delle Banche, dell’Industria, delle Assicurazioni, dei Servizi/trasporti e della Gdo, nonché di alcuni enti locali della Pubblica Amministrazione.

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