Crescere nel settore della robotica

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Michele Pedretti, Business Development Manager Local Business Unit Robotics ABB.
Michele Pedretti, Business Development Manager Local Business Unit Robotics ABB.

 

Diventare, entro il 2020, il leader mondiale di riferimento nella fornitura di robot industriali. Questo è l’obiettivo di ABB per i prossimi anni, un traguardo quasi raggiunto sin da ora, dal momento che l’azienda nel settore dei robot, sta crescendo in Italia e nel mondo. Per perseguire questo risultato, ABB sta investendo molto sulle persone, in ambito ricerca e sviluppo, nell’area vendite e nel supporto tecnico. Soprattutto, l’azienda sta investendo su nuovi prodotti, per rendere disponibile un portafoglio sempre più completo, anche grazie all’acquisizione di società strategiche.

«Già oggi ABB ha un portafoglio prodotti completo nel settore della robotica», ha spiegato Michele Pedretti, Business Development Manager Local Business Unit Robotics ABB. «L’azienda, però, vuole completare e innovare ulteriormente la propria gamma, dai robot di grandi dimensioni ai più piccoli per i mercati emergenti, senza dimenticare il futuro della robotica identificata nei robot collaborativi». Di recente la famiglia dei robot di grandi dimensioni di ABB si è arricchita con il modello IRB 8700. Questo prodotto è il più grande robot mai realizzato finora da ABB ed è stato presentato in anteprima in occasione della fiera GIFA 2015, il salone internazionale di tecnologie per fonderia, svoltosi nel giugno scorso a Dusseldorf, in Germania. Il robot IRB 8700 punta su capacità di carico elevato e su l’ampio sbraccio, caratteristiche determinanti per la movimentazione di carichi pesanti, come per esempio nell’industria automobilistica e nei processi di forgiatura, fonderia e asservimento. L’obiettivo è di aiutare le aziende ad affrontare progetti sempre più complessi e ambiziosi, ottimizzando i processi produttivi.

Una vasta gamma di prodotti

L’IRB 8700 si affianca agli altri robot di grande taglia della gamma ABB, come IRB 7600 e IRB 6700, corredati da pacchetti applicativi specifici per integrarsi con grande semplicità nei più svariati mercati. IRB 7600 è disponibile in cinque versioni con differenti aree di lavoro e portate da 500, 400, 340, 325 e 150 kg. È adatto per impieghi gravosi come asservimenti e movimentazioni di parti pesanti in fonderie e forgiature. IRB 6700 è invece il robot che, secondo ABB, garantisce le prestazioni più avanzate con i costi di gestione più bassi nella categoria da 150 a 300 kg. Tutti i robot per carichi pesanti sono dotabili del sistema di protezione Foundry Plus 2, studiato per le condizioni gravose delle fonderie. Foundry Plus 2 offre un grado di protezione IP67 resistente alle corrosioni e ai getti di vapore ad alta pressione per ridurre gli interventi di manutenzione e prolungare la vita utile della macchina. Per tutti i robot ABB è disponibile RobotStudio il miglior software sul mercato per la programmazione e simulazione fuori linea. Sono inoltre disponibili molti moduli software aggiuntivi PowerPacs, come per esempio il Machining che agevola la conversione CAD-CAM generando automaticamente i percorsi per lavorazioni complesse ottimizzando per esempio i processi di sbavatura, rettifica e lucidatura. Strategica per ABB è anche l’acquisizione di Gomtec, azienda di Monaco di Baviera che contribuirà ad arricchire l’offerta ABB nell’ambito dei robot collaborativi. L’acquisizione di questa società integra il portafoglio ABB di tecnologie per l’automazione uomo-robot collaborativa che già includono YuMi (IRB 14000), robot collaborativo industriale a due bracci, progettato per ampliare l’automazione dell’assemblaggio di piccole parti, che, insieme al modello IRB 1200, è stato impegnato all’interno dell’isola robotizzata di ABB nel Supermercato del Futuro a Expo Milano 2015. La piattaforma tecnologica di Gomtec farà da contrafforte allo sviluppo di ABB di una nuova generazione di robot collaborativi, concepiti secondo il concetto di “safe-by-design”, che potranno essere usati all’esterno delle gabbie tradizionali o delle recinzioni di protezione.

Il futuro è nella robotica collaborativa e non solo

Come spiegano gli esperti, il futuro dell’automazione e della robotica dipende dalla collaborazione tra uomo e robot. Non c’è dunque da stupirsi che ABB abbia compiuto un passo importante in direzione della robotica collaborativa anche acquisendo Gomtec. L’acquisizione della Gomtec rappresenta un ulteriore passo nella strategia Next Level di ABB finalizzata ad accelerare la creazione di valore sostenibile, conferma Pedretti. «L’interesse di ABB si focalizza sul completare la sua gamma con un prodotto tecnologicamente all’avanguardia, potendo contare anche su persone estremamente preparate nell’ambito ricerca e sviluppo». Saranno valorizzate la tecnologia e le conoscenze del personale di Gomtec, ma ovviamente il linguaggio di programmazione e gli standard qualitativi saranno i soliti di ABB con il chiaro intento di supportare e penetrare i nuovi mercati in rapida crescita nell’automazione collaborativa. «Crediamo molto nella nuova generazione di robot collaborativi», ha commentato Pedretti. «YuMi sarà il primo robot collaborativo di una gamma più vasta di robot. Gomtec consentirà di completare in maniera veloce e performante il nostro attuale portafoglio prodotti, con ulteriore tecnologia che aprirà a nuove interessanti opportunità. Anche i competitor si stanno muovendo in questa direzione, ma potrebbero avere tempistiche più lunghe. La robotica collaborativa, tuttavia, sarà il futuro per molti considerando anche che diverse produzioni stanno ritornando in Europa e in Italia molti costruttori di macchine si rivolgono maggiormente al nostro mercato interno che continua a consolidare la sua ripresa dopo anni difficili». Secondo Pedretti anche le operazioni manuali, accanto alle nuove attività collaborative, continueranno  a evolversi. Alcune lavorazioni di assemblaggio saranno riviste con robot collaborativi intrinsecamente sicuri come YuMi, che potrà lavorare fianco a fianco con il personale su attività d’assemblaggio e manipolazione di piccoli dispositivi; altre lavorazioni saranno invece difficilmente collaborative e continueranno a rivolgersiu a n’automazione robotizzata sempre più spinta. «Nell’assemblaggio, sia collaborativo sia automatico, ABB vuole crescere in modo importante», ha puntualizzato Pedretti, «Ad oggi ABB ha tutte le carte in regola per operare fare bene in un mercato difficile dove certo non si improvvisa». ABB ha contribuito all’evoluzione dell’industria manifatturiera negli ultimi 40 anni, ABB ha contribuito all’evoluzione dell’industria manifatturiera negli ultimi 40 anni, realizzando in principio prevalentemente robot di medie e grandi dimensioni, e da diversi anni investendo anche nei robot più piccoli affacciandosi sui nuovi mercati emergenti. Antropomorfi come l’IRB120, proposti in due versioni, uno standard e uno estremamente veloce, entrambi con 3 kg di payload e 580 mm di sbraccio. L’IRB1200 presentato recentemente, sempre in 2 versioni, da 5 e 7 kg di payload, con 700 e 900 mm di raggio di lavoro, studio nel dettaglio e realizzato con passaggio cavi completamente interno agli assi cavi per una maggiore pulizia e una minore manutenzione rispondono alle attuali esigenze del mercato. Proprio per queste caratteristiche e le elevate performance questo robot è molto apprezzato in settori quali l’assemblaggio, il farmaceutico, il medicale, il cosmetico e l’alimentare».

 

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