Bring Your Own Encryption

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Businessman draws cloud network on abstract icon

La consumerizzazione dell’IT ha nel tempo generato tutta una serie di nuovi acronimi, tra cui BYOD, Bring Your Own Device (il primo in assoluto), seguito, per gli amanti dei dettagli esasperati, da BYOT (Bring Your Own Technology), BYOP (Bring Your Own Phone) e da, inevitabilmente, BYOPC (Bring Your Own PC). Adesso è la volta di BYOE (bring your own encryption), che si riferisce a un modello di Cloud Computing Security che consente all’utente di un servizio Cloud di far uso di un proprio software di crittografia con autonoma gestione delle encryption keys. BYOE lavora in modo da permettere il deploy di un’istanza virtuale del software di crittografia unitamente all’applicazione che è ospitata in Cloud, a sua volta configurata in modo che tutti i dati siano processati dalla encryption application che successivamente colloca la versione ciphertext dei dati nello spazio di memoria fisico del provider di servizi Cloud. Da ricordare che un ciphertext è il risultato di un processo di crittografia del “plaintext”, realizzato tramite un algoritmo denominato cipher. L’approccio BYOE supporta, in tal modo, un’azienda che desidera avere i vantaggi offerti da un servizio Cloud ma che vuole anche garantirsi una propria data privacy secondo un approccio ottimizzato alle sue esigenze. Probabilmente l’evoluzione degli acronimi non si esaurirà tanto presto, visto che sta prendendo piede anche il BYOB.

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