Attenzione, arrivano i Killer Robot

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robotE’ in atto un acceso dibattito attorno ai cosiddetti “killer robot”, meglio noti come LAWS, Lethal Autonomous Weapons Systems, stante la disponibilità della tecnologia necessaria a realizzarli, centrata su  intelligenza artificiale, robot e sensori. Un esempio emblematico arriva dalla tecnologia utilizzata nelle self-driving car che, opportunamente integrata con l’algoritmo DeepMind DQN di Google, potrebbe supportare operazioni di search-and-destroy in aree urbane, proprio come avviene negli action movie. Da USA, Israele e Inghilterra, le nazioni leader nei sistemi LAWS, arrivano segnali rassicuranti, nel senso che non è prevista un’accelerazione della ricerca nè tantomeno una produzione a breve-medio termine, ma le preoccupazioni restano, tanto che su questo tema sono particolarmente attive organizzazioni quali l’International Committee for Robot Arms Control, secondo cui lasciare che una macchina decida chi uccidere viola i principi fondamentali della dignità umana: i robot killer potrebbero essere schierati in grandi quantità, lasciando gli umani senza difesa. Tra l’altro già vi sarebbe un primo esempio, il drone di nuova generazione X-47B, concepito per un volo in piena autonomia e capacità di selezionare i target senza supervisione umana. Se da un lato i militari sono favorevoli all’uso dei LAWS, motivando questa posizione con l’affermazione che sarebbe possibile minimizzare le vittime civili, gli oppositori rispondono sottolineando che l’uso di macchine al posto di soldati in carne e ossa potrebbe rendere più facile iniziare un conflitto o comunque dar seguito ad azioni militari.

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