A proposito di intelligenza e di città intelligenti. Ovvero, “smart cities” secondo Advantech

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Smart-City-imageAgli inizi del Novecento solo il 13% della popolazione mondiale viveva in agglomerati urbani. Si calcola che nel 2050 la concentrazione raggiungerà il 70%. Uno scenario reso ancora più critico dalle stime demografiche: al tasso attuale di crescita nel 2050 gli abitanti della Terra saranno 9 miliardi. Le popolazioni abbandonano le campagne e si concentrano nelle città, e queste ultime subiscono una pressione crescente riguardo alla qualità dei servizi erogati: sanità, trasporti, istruzione, strutture pubbliche in generale. Per rispondere efficacemente alle esigenze dei cittadini, mantenere uno sviluppo urbano sostenibile, e risolvere problemi di fatto già oggi molto sentiti (sovraffollamento, traffico, inquinamento, sicurezza) alcune città hanno iniziato ad affrontare questi sfide utilizzando la tecnologia al servizio dell’informazione della comunicazione. E’ grazie ad essa che l’antico sogno della “città intelligente” diventa realisticamente perseguibile.

Paradigmi interconnessi 

L’inizio di questa nuova era si può datare intorno al 2010, quando iniziano a diffondersi i concetti di Smart Cities e dell’Internet of Things, due paradigmi tecnologici strettamente connessi; un’innovazione culturale prima ancora che tecnologica, destinata a influenzare e migliorare la qualità della vita di tutti gli abitanti del pianeta. L’applicazione del paradigma Smart City può essere declinata in diversi modi e soprattutto può riguardare ambiti diversi di una stessa città: il settore dei trasporti, le aree industriali, il comparto sanitario o quello dei grandi centri commerciali. Le previsioni più accurate indicano che, con buona probabilità, sarà quello dei trasporti il primo settore destinato nei prossimi anni a diventare compiutamente smart. Infatti, ogni giorno le persone usano mezzi pubblici e privati per recarsi al lavoro, tornare a casa e sbrigare tutti i loro impegni quotidiani. Quella dei trasporti e della mobilità è l’infrastruttura più comunemente usata da larga parte della popolazione urbana.

Come diventa smart una città

Affinchè una metropoli possa diventare davvero smart, è indispensabile il concorso attivo dell’amministrazione pubblica, il suo coinvolgimento progettuale: si rende infatti necessario dare
vita a consistenti investimenti tecnologici, la cui decisione spetta al governo della città. Il secondo pre-requisito consiste nell’adozione dell’ Internet of Things. Negli ultimi trent’anni lo scenario
tecnologico si è radicalmente trasformato: siamo passati dall’era del PC negli anni ’80 all’universo di internet negli anni ’90. Oggi la nuova frontiera culturale e tecnologica è rappresentata
dall’Internet delle cose, l’IoT, la tecnologia che mette in collegamento le persone e i dispositivi. Per questo motivo, l’IoT è il fondamento di qualsiasi progetto di Smart City. Un esempio: nelle metropoli ci sono strade e autostrade, spesso bloccate dal traffico. Oggi è possibile ricevere sul proprio smartphone informazioni in tempo reale sullo stato del traffico, sulla sua scorrevolezza o meno, questo perchè il dispositivo si collega con i sensori collocati lungo le strade. In tal senso è possibile affermare che l’era delle Smart City e dell’IoT è caratterizzata da urbanizzazione e
convergenza tecnologica, laddove tutti gli strumenti di informazione/comunicazione sono ormai convergenti: un telefono è anche un televisore oltrechè un piccolo computer. Tutti i dispositivi
convergono in dispositivi mobili grazie a Internet che ha consentito la creazione di tecnologie chiamate Disruptive Technologies. Queste ultime sono le strutture in grado di introdurre una vera e propria rivoluzione nella società, un cambio radicale di paradigma, attraverso i dispositivi mobili, i social media, il cloud computing e il fenomeno del Big Data.
Il futuro prossimo

Nel 2020 vivranno sul nostro pianeta 7 miliardi di persone che si stima utilizzeranno 15 miliardi di dispositivi mobili supportati da 30 miliardi di sensori. Tutto ciò contribuirà in modo significativo allo sviluppo delle Smart Cities. Ovviamente una trasformazione così radicale non avverrà in poco tempo. Le nuove metropoli “intelligenti” cresceranno giorno dopo giorno, anche se è sensato ipotizzare che entro una decina di anni lo scenario sarà completamente diverso da quello attuale. Tutto dipende da come le amministrazioni pubbliche decideranno di investire il proprio denaro e in base a quali priorità. La Cina ha annunciato che investirà 320 miliardi di dollari entro il 2050 per dar vita a 500 Smart Cities. In India il Governo ha dichiarato che ne verranno realizzate 100 entro i prossimi dieci anni. Europa e Usa sono economie mature e hanno già le infrastrutture a disposizione per dare vita alle Smart Cities, devono solo essere in grado di implementarle. Invece i Paesi asiatici, essendo almeno in parte privi di queste infrastrutture devono partire quasi da zero, ma in tal modo possono usare le tecnologie più recenti e innovative

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