5G in arrivo entro il 2020

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shutterstock_236128771Secondo il documento “Towards connectivity for a European Gigabit society”,  la Commissione Europea si è posta l’obiettivo di garantire il 5G in ogni città europea entro il 2020 e di assicurare per il 2025 una copertura 5G senza interruzioni in tutte le aree urbane e vie di trasporto non aree. Le abitazioni dovranno inoltre essere connesse a Internet con banda larga a 100 Mbps entro il 2025. Per raggiungere questo obiettivo serviranno investimenti infrastrutturali per 155 miliardi con finanziamenti sia pubblici che privati, e l’UE spinge soprattutto per un maggior coinvolgimento del pubblico. Scuole, ospedali e Pubblica Amministrazione saranno il traino dell’espansione della Gigabit Society, con ricadute positive su tutti gli altri settori. La Commissione cita nel suo documento che il 30% degli utenti in Germania avranno bisogno nel 2025 di 1 Gbps in download e 600 Mbps in upload, e che, stando a Cisco,  il traffico IP consumer raggiungerà 2 zettabyte nel 2019. Giappone e Corea del Sud sono già entrate nella “Gigabyte era” e le connessioni in fibra sono già il 70% della banda larga fissa. Il documento indica anche che le reti telecom in rame stanno ritardando i progressi che servono per la digitalizzazione dell’industria europea, e l’UE intende vigilare meglio per garantire la concorrenza tra incumbent e nuovi entranti sul mercato e darà più poteri ai regolatori nazionali per sanzionare i grandi operatori dominanti che ingiustificatamente deviano dai loro obiettivi dichiarati in fatto di investimenti di rete. C’è però un problema:  l’UE dà per scontato che ci sia già un consenso su che cosa sia il 5G mentre non offre alcuna definizione tecnica precisa, e il documento citato manca di riferimenti a elementi essenziali come lo spettro di frequenze e i dibattiti in corso sugli standard. Nel resto del mondo le frequenze e gli standard sono la priorità: per esempio Verizon negli Stati Uniti ha annunciato i suoi standard 5G sviluppati con Ericsson, Cisco, Intel, LG, Nokia, Qualcomm e Samsung nell’ambito del Verizon 5G Technology Forum e la Federal Communications Commission ha messo a disposizione del 5G un nuovo spettro sopra i 24 GHz. Sud Corea, Cina e Giappone optano per le altissime frequenze, mentre l’UE sembra seguire una strada completamente diversa: l’Rspg (European Radio Spectrum Policy Group) pensa che la banda dei 3,6-3,8 GHz dovrebbe essere la base del 5G europeo. Così mentre alcuni operatori telecom si lamentano dei target per il 2020 sul 5G, che sembrano poco chiari e troppo ambiziosi, altri pensano che l’obiettivo dei 100 Mbps per la banda larga fissa sia troppo basso e non incentivi sufficienti investimenti di rete.

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